martedì 5 gennaio 2010

SEI DI PORTOPALO SE CONOSCI DON PALACINO E QUANDO LO VEDI SCAPPI


Ho più volte parlato dei Salesiani e non ho potuto far altro che parlarne bene e con grande nostalgia per la mia frequenza in quest'Oratorio, durante la mia adolescenza e anche dopo...
Tra i ricordi migliori: quelli legati a fantastici sacerdoti che ci hanno seguito con affetto, pazienza e sensibilità magistrale.
Delle tante figure degne di ricordo, è affiorata - anche tramite i numerosi commenti collegati al blog - quella simpaticissima di don Palacino.
Giovane, dinamico, generoso, era tra noi sicuramente 33 anni fa, quando - ricordo bene - come per altre occasioni con altre persone, si mise a completa disposizione della mia famiglia e fece di tutto per aiutarci a trovare un cane che aveva morso la nostra bambina.
Un giorno però fu trasferito e di lui, dopo qualche anno, mi si disse ch'era passato a...miglior vita.
Ma ecco che, a distanza di anni, apprendo che ad andarsene in Paradiso era stato un altro salesiano dal nome somigliante (Don Solarino) e che invece lui - don Palacino- è vivo è vegeto, dal 1990 è parroco della Chiesa di San Gaetano a Portopalo e conduce una vita pastorale intensa che non smentisce la sua natura generosa e fattiva, già rivelata presso il nostro oratorio.

"Un Prete Vero che sceso dal piedistallo di Dio - commenta Daniela - si è saputo calare tra gli umili e per loro lavorare, così in Lui ho rivisto il Prete di Barbiana che tanto ha donato con i suoi insegnamenti alla storia della pedagogia.
La comunità salesiana di Barcellona non ha mai più conosciuto un prete così grande( forse si può ricordare anche Don Solarino) e men che mai oggi!"

Lo stesso don Palacino che, 33 anni fa, conobbi ed apprezzai qui da noi, ora è il Don Calogero Palacino da Raddusa, il parroco che indossa una tonaca impolverata che ha più l'aspetto d'una veste da lavoro anzicché d'un abito talare. ..e a Portopalo s'interessa di tutto e di tuttI e stimola la gente a migliorare la città.
Che sorpresa per me e che gioia, anche se a Portopalo di Capo Passero si sussurra: "Sei di Portopalo solo se conosci Don Palacino e quannu u viri scappi!"

PER GIANFRANCO MICCICHE' IL PDL STAREBBE ANDANDO ALLO SFASCIO



Un partito in liquidazione



Cliccando questo titolo possiamo leggere un post di Gianfranco Micciché, in cui il sottosegretario berlusconiano, ispiratore e capo del PDL Sicilia, critica aspramente il comportamento gli ex forzisti del Pdl, per la scarsa capacità organizzativa che starebbero dimostrando nella preparazione alle prossime competizioni regionali.
Secondo Micciché, l'abulia dei derivati di ForzaItalia starebbe consentendo alla Lega e ai derivati d'An di operare per l'occasione nella massima discrezionalità, nell'intento di piazzare la maggior parte possibile di propri uomini nelle rinnovate amministrazioni regionali.
Tutto - anche se il sottosegretario ribelle non lo esplicita - sotto il naso del leader maximo.
L'indifferenza del leader dipende forse dalla frattura del setto nasale, che - stando a certe illazioni apparse sempre più insistenti su alcuni siti - non sarebbe stata così grave come s'è voluto far credere?
Sicuramente no!
La ragione potrebbe essere un'altra: il capo se ne fregherebbe dei "suoi", conoscendone la pasta, e calcolando che, se vuole fare numero, deve contentarsi dell'apporto di chi è effettivamente radicato nel territorio: e sia la Lega sia gli ex Aennini lo sono.
I primi più dei secondi.
E si capisce, forse, perchè pure stia zitto anche di fronte alla campagna che il direttore del suo giornale da giorni imbastisce contro la segretaria dell'UGL, Renata Polverini, candidata finiana al governatorato di Roma.
Un silenzio davvero assordante, questo del premier, che potrebbe derivare dalla sua crescente insofferenza nei confronti del presidente della Camera dei Deputati.

lunedì 4 gennaio 2010

COME NON SI DEVE RUBARE UN MOTOCARRO ALTRUI


Un trentatreenne di Paternò, avendo notato un motocarro posteggiato in una strada di Roccalumera, ieri notte, ha cercato di trafugarlo.
Essendo giunto sul posto con un proprio mezzo e non avendo l'ubiquità che gli consentisse di guidarne due contemporaneamente, ha creduto opportuno ricorrere all'aiuto di qualcuno.
Aguzzato l'ingegno, per consentirne il trasloco, ha acceso il cellulare e ha chiesto l'intervento del carro attrezzi, asserendo che il motocarro era rimasto in panne.
L'uomo che, con l'insolito espediente, pensava di farla in barba... al proprietario, non aveva fatto i conti però con costui che, o per sonno leggero o per acuto senso dell'udito, verso le quattro del mattino, svegliato dal trambusto del carro attrezzi davanti a casa sua, s'è giustamente allarmato, vedendo che il pronto intervento era destinato proprio al suo motocarro, e ha subito telefonato al 112.
Immediato l'arrivo dei carabinieri che, colto in flagranza il furbetto poco accorto, l'hanno tratto in arresto.

CRESCE LA POLEMICA DEI FINIANI CONTRO IL FALCO DEL "GIORNALE" DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI


E BERLUSCONI STA A GUARDARE: COME SE NON FOSSERO CAVOLI SUOI


Caro Feltri, la politica è cosa più complessa che vendere quotidiani
::

Nel sito Farefuturo Web Magazine :: così scrive Filippo Rossi sul comportamento del direttore del "Giornale" Vittorio Feltri.

"Il discorso è semplice. E anche se rischia di essere ripetitivo, vale la pena ribadirlo: perché così proprio non va. E allora eccoci di nuovo qui a dover polemizzare con il “Montanelli” del nuovo millennio, quel Vittorio Feltri che si è autoproclamato come unico depositario delle idee, degli umori, delle speranze degli elettori del centrodestra. Quel Vittorio Feltri che si è fatto re senza popolo, si è fatto generale senza esercito. Può farlo, ovviamente, grazie alla gloriosa tradizione pluridecennale del giornale che dirige. E grazie anche al fatto che lo stesso quotidiano appartiene, casualmente, alla famiglia del leader del centrodestra. E allora, visto che tra quei milioni di elettori c’è anche, da sempre e umilmente, il sottoscritto, è come elettore che mi arrogo il diritto di replicare al capopopolo del Giornale ricordandogli e ricordando a tutti che la politica è cosa più complessa, molto più complessa che vendere i giornali".

domenica 3 gennaio 2010

COSA PENSANO I RAGAZZI SU DIVERSE QUESTIONI DELLA VITA


Da un'inchiesta condotta da DIRE Giovani.it riportiamo i seguenti dati interessanti

Cosa pensano i ragazzi


Di letture
:I ragazzi e le ragazze intervistati, tra gli 11 e i 14 anni, sembrano avere gusti diversi per ciò che riguarda le loro letture preferite. Ai ragazzi piace leggere soprattutto fumetti (il 54%), mentre le ragazze amano di più i romanzi (il 45%). Questi ultimi sono al secondo posto tra i preferiti dei ragazzi (il 22%), mentre per le ragazze al secondo posto troviamo le riviste (il 35%).

Di azioni illegali
La maggior parte degli atti illegali cui i ragazzi e le ragazze intervistati hanno assistito riguardano principalmente sia la trasgressione di norme sociali/di buona educazione, quali, ad esempio, non rispettare il codice della strada, fumare in luoghi pubblici e non timbrare i biglietti sui mezzi pubblici, sia la violenza intesa come bullismo. In pochi si sono confrontati con atti illegali come il furto e lo spaccio di droghe.

Di comunicazione
La quasi totalità dei ragazzi e delle ragazze intervistati, precisamente il 90%, ha risposto di riuscire a comunicare facilmente con gli altri spesso, di solito o sempre. Solo il 10% dei giovani riferisce di avere invece qualche difficoltà di comunicazione. E' importante per questi giovani di età compresa tra 12 e 14 anni sentirsi in grado di comunicare in modo sereno ed efficace con le persone con cui interagiscono quotidianamente: genitori, coetanei, insegnanti, altri in genere.

Di reazione alla violenza

La maggior parte degli atti illegali cui i ragazzi e le ragazze intervistati hanno assistito riguardano principalmente sia la trasgressione di norme sociali/di buona educazione, quali, ad esempio, non rispettare il codice della strada, fumare in luoghi pubblici e non timbrare i biglietti sui mezzi pubblici, sia la violenza intesa come bullismo. In pochi si sono confrontati con atti illegali come il furto e lo spaccio di droghe.

Di compagnie

La maggior parte degli atti illegali cui i ragazzi e le ragazze intervistati hanno assistito riguardano principalmente sia la trasgressione di norme sociali/di buona educazione, quali, ad esempio, non rispettare il codice della strada, fumare in luoghi pubblici e non timbrare i biglietti sui mezzi pubblici, sia la violenza intesa come bullismo. In pochi si sono confrontati con atti illegali come il furto e lo spaccio di droghe.

SI RENDE VACANTE IL COMANDO DEI VIGILI URBANI DI BARCELLONA: IL SINDACO PROVVEDERA' AD UNA PRIMA REINTEGRAZIONE



Il Corpo dei Vigili Urbani di Barcellona, il cui organico sembra ormai ridotto al lumicino, per l'ormai prolungata mancanza del rimpinguamento dei ruoli rimasti vacanti, adesso perde i due pezzi più grossi: il comandante ed il vice, entrambi tornati al patrio lido, cioè rientrati presso il Corpo di Polizia Municipale del Comune capoluogo, da dove praticamente si erano trasferiti a Palazzo Longano con contratti a tempo determinato.
Col nuovo anno, il comandante Marco Crisafulli, e il vice Lino La Rosa, su loro richiesta, hanno lasciato la città del Longano per rientrare ufficialmente in servizio a Messina. Il primo come dirigente e vicecomandante, l'altro come commissario capo, in regime di comandato.
Stando così le cose, il Sindaco Nania deve provvedere a sostituirli e si prospetta che affidi l'incarico di dirigente e comandante del Corpo ad un interno, il capitano Rosario Maimone, che nell'organico è l'elemento col grado d'ufficiale più alto ed ha, nel suo curriculum, esperienza di comando avendo già ricoperto l'incarico di vice comandante e dirigente; mentre non pare che ci siano prospettive immediate per la scelta di chi dovrà assumere l'incarico di vice.
Anche per il capitano Maimone, come per i suoi predecessori, si tratterebbe d'assunzione a tempo determinato, rinnovabile. Pare che l'Amministrazione debba ancora decidere sulla durata del primo incarico; che potrebbe essere di sei mesi o di un anno, con contratto successivamente rinnovabile.
Bisognerà inoltre provvedere alla copertura del posto di vice comandante resosi vacante col trasferimento di La Rosa.

Clicca qui:

ANCORA CRITICHE SUL COMANDANTE DEI VIGILI






sabato 2 gennaio 2010

TUTTO IL MONDO E' PAESE, ANCHE IN CASO DI SCIAGURE


Sulla Costa amalfitana una frana staccatasi da un costone, ad Atrani, è finita su un ristorante, dove alcuni sassi hanno colpito uno dei cuochi , Carmine Abate 44 anni, uccidendolo. A causare il cedimento del costone devono avere contribuito le piogge dei giorni scorsi. Il numero delle vittime non è stato maggiore perchè, in quella circostanza, Abate si trovava solo nel locale.

A Rio De Janeiro, una frana è precipitata su un hotel di lusso, sull'ilha Grande, dove in quel momento un gruppo di avventori stava festeggiando la fine dell'anno. Nel locale travolto, hanno perso la vita 14 persone, mentre altre 35 risultano disperse.

venerdì 1 gennaio 2010

VOGLIAMO PARLARE DEI GIOVANI E DEI LORO PROBLEMI

SIETE DISPOSTI A DARE IL VOSTRO CONTRIBUTO?

L'augurio che ho fatto stanotte, dopo lo scoccare dell'ora zero che ci ha catapultato nel 2010, augurio rivolto con particolare sentimento ai giovani, perchè possano incontrare nel nuovo anno occasioni e motivi di fiduciosa speranza, ha suscitato due primi commenti, che condivido e che pertanto invito a leggere, nella speranza che possano essere di stimolo ad ulteriori interventi sull'argomento che tocca la realtà delle nuove generazioni.
Ho detto che condivido quanto espresso dai primi due commentatori, ma devo aggiungere che tale condivisione scaturisce dal fatto che, quanto letto in essi, rappresenta soltanto l'approccio ad un tema che avrebbe bisogno di essere approfondito e sviscerato, partendo possibilmente dalle origini dell'attuale problematica giovanile.
A mio modesto parere, per capire intanto il fenomeno evolutivo o involutivo che caratterizza il comportamento dei giovani di oggi, bisognerebbe partire dagli anni sessanta, quando, diciamo, io e quanti più o meno hanno la mia età - e quindi gente che, avendo vissuta la prima infanzia in periodo di stenti (guerra e dopoguerra), ci siamo assunti l'onere e l'onore di fare figli.
Che cosa abbiamo fatto, noi che - dopo stenti e sacrifici - ci siamo trovati finalmente in grado ( e sa Dio dopo quali difficoltà) con un lavoro dignitoso, nell'allevare la nostra prole?
Per prima cosa - memori della fame e degli altri tenti sofferti - abbiamo cercato di dare ai nostri figli tutto ciò che ci era mancato, anzi di più, facilitando forse troppo la loro vita e quindi cancellando ciò che aveva reso noi resistenti alle difficoltà.
E' ovvio che la responsabilità non può addebitarsi a ciò soltanto, essendosi col crescere degli anni e col miglioramento economico della società create situazioni nuove ed influenti, orchestrate da chi nella società ha le mani in pasta ed è in grado di dominare, forgiate dai sommovimenti storici e da tutto ciò che dall'ultimo ventennio del secolo scorso ha cominciato a rivoltare come un calzino il mondo.
Si pensi all'effetto del muro di Berlino, al progresso tecnico e mediale (tv, internet, cellulari), alla crescita di nuove realtà finanziario-produttive, al boom del consumismo, alla globalizzazione e al suo incipiente fallimento.
Ma quanto ci sarebbe ancora da dire su dove si dovrebbe cercare il perchè dell'attuale situazione giovanile. E sarebbe davvero interessante se si potesse parlarne con cognizioni di causa.

Ma non soltanto delle cause o dello stato dell'attuale poblematica giovanile, ma anche di ciò che si dovrebbe o potrebbe fare per affrontarla e avviarla a dignitosa soluzione.
Conosco gente, anche qui a Barcellona, che sarebbe in grado di dare un proprio contributo chiarificatore. Ma sarà disposta a farlo? Ho i miei dubbi.


FRANCESCO CILONA

-clicca QUI

VERSO UN NUOVO APPROCCIO ALLA COMUNICAZIONE TRA I GIOVANI E LA ...

..........BUON ANNO A TUTTI E SOPRATTUTTO AI GIOVANI........




Siamo appena entrati nel 2010, anno che si spera sia di ripresa, in tutti i sensi, visto che il vecchio che ormai è passato ci aveva posto in grave disagio. E non solo per la gravità della crisi finanziaria che s'è diffusa a livello planetario o per la pandemia influenzale, ma anche e soprattutto per il degrado ideologico, politico ed ambientale, di cui il nostro Paese non è stato certamente immune.
Oggi si ricomincia da capo e, se l'inizio per noi meno giovani può apparire ormai di routine, così non dovrà invece essere per le nuove generazioni che, nonostante le difficoltà attuali, sarà bene che guardino al nuovo anno che viene come un principio di speranza e di fiduciosa promessa.
Questo è l'augurio che facciamo soprattutto ai più giovani: che trovino il 2010 foriero d'ogni bene.

giovedì 31 dicembre 2009

E' IN PROGETTO UN LABORATORIO SPERIMENTALE TEATRALE CON FORTI CONNOTATI SOCIALI

TEATRO CASALAINA DI NOVARA S.

SARA' VARATO DAL DISTRETTO SOCIO SANITARIO N.38, COMPRENDENTE 13 COMUNI CON CAPOFILA BARCELLONA POZZO DI GOTTO

Attenzione, questa è una notizia veramente interessante, che riguarda specificatamente i Comuni facenti parte del Distretto Socio Sanitario n.38, ed esattamente: Barcellona Pozzo di Gotto (capofila), Basicò, Castroreale, Falcone, Fondachelli-Fantina ,Mazzarrà S.A., Montalbano E., Novara di Sicilia, Rodì-Milici, Terme-Vigliatore, Tripi; nonchè l'ASP Messina già Asl 5.
Si tratta di una gara eccezionale, da celebrarsi il 25 gennaio prossimo presso Palazzo Longano, ad individuazione e valutazione di un progetto esecutivo per la realizzazione di un laboratorio sperimentale teatrale rivolto principalmente al coinvolgimento di minori 'a rischio', costruito sul confronto, l'integrazione sociale ed il dialogo intergenerazionale e finalizzato alla realizzazione di un evento culturale intitolato “Paesi a confronto”, da rappresentare a conclusione dell'attività presso i tredici comuni del territorio.
La sede dell'attività è già stata individuata nel Teatro “Riccardo Casalaina” messo a
disposizione dal comune di Novara di Sicilia.
Gli obiettivi da raggiungere sono:
– Offrire percorsi alternativi ai minori del distretto in difficoltà per facilitarne
l'inserimento sociale
– Offrire ai giovani 'a rischio' nuove occasioni per socializzare
– Abituare i minori ad un progetto di gruppo nel rispetto di regole e tempi
– Rendere i minori responsabili nel sapersi assumere incarichi e compiti
– Rendere i ragazzi protagonisti nella crescita della propria personalità e
consapevoli delle proprie potenzialità creative
– Creare una vasta rete di supporto per la realizzazione del progetto, che
preveda il coinvolgimento delle scuole del territorio.
Per ulteriori informazioni cliccare qui:
l
aboratorio_sperimentale_teatrale paesi_a_confronto.pdf

Ubriaco fermato dai carabinieri Chiama il legale, è brillo anche lui

UN CURIOSO ANEDDOTO DI FINE ANNO NELLA TERRA DEL NORD

VERONA - Ubriaco il conducente, ubriaco il legale, meno male che erano sobrie le mogli. Questa, in estrema sintesi, la curiosa storia capitata in provincia di Verona ad un automobilista di Nuoro, che per evitare una sanzione per guida in stato di ebbrezza ha pensato bene di chiedere aiuto al suo avvocato di fiducia. Peccato che anche quest'ultimo avesse alzato il gomito, come hanno scoperto i carabinieri di Peschiera del Garda.

L'automobilista stava andando tranquillo per la sua strada, quando ha visto un posto di blocco dei carabinieri. A quel punto, conscio della propria ubriachezza, ha diminuito la velocità a tal punto da insospettire gli agenti, che lo hanno prontamente fermato. Sottoposto al controllo dell'etilometro, è emerso che l'uomo aveva superato di ben oltre quattro volte il livello di alcol consentito dalla legge: 2,13 g/l su un massimo di 0,5.

Il conducente ha subito capito di essere nei guai, rischiando il ritiro della patente e l'affido dell'auto a una persona di fiducia. Di qui la decisione di chiamare l'insospettabile legale sulla base di un presunto abuso da parte degli uomini dell'Arma. Poco dopo, l'amico/avvocato si è presentato sul posto, dichiarandosi pronto a prendere in custodia il mezzo del proprio assistito. I Carabinieri, però, una volta completata la procedura di affido, hanno voluto togliersi un ultimo scrupolo: controllare il tasso alcolemico dell'avvocato, prima di permettergli di rimettersi al volante.

Dopo qualche resistenza, il legale si è sottoposto al test, risultando anch'egli positivo. Per lui multa, ritiro della patente e - ironia della sorte - affidamento dell'auto. Alla fine, a riportare a casa la strana coppia sono state le rispettive mogli, risultate assolutamente sobrie.

FONTE
:
La Repubblica.it

IL COMUNE DI BARCELLONA DISTRIBUISCE LA SUA STRENNA DI CAPODANNO ALLE SOCIETA' SPORTIVE CITTADINE


Di pioggia. quest'annaccio che se ne va, non è stato certamente avaro. ll nostro cielo ne ha prodotta tanta e, spesso, l'ha precipitata in maniera indiscriminata, tanto da mettere in ginocchio la parte più debole del nostro territorio.
E allora, mi domando, la pioggia fa bene o fa male?
La risposta è lapalissiana: può fare molto bene, se ben distribuita e su territorio protetto, altrimenti il male diventa possibile se non addirittura inevitabile e micidiale.Com'è purtroppo avvenuto il primo ottobre scorso a Giampilieri, Molino, Altolia, Briga, Scaletta. Poichè la pioggia vera fa, a volte, bruttissimi scherzi, mi chiedo ancora, ricorrendo però alla metafora, se sia utile e razionale che un'Amministrazione pubblica distribuisca a pioggia del denaro, nel momento in cui intende venire incontro alle esigenze di una categoria importante per il lustro cittadino, qual è in effetti il settore sportivo.
Se i soldi in bilancio sono pochi - diciamo poco più di 15.000 euro - è chiaro che, trattandosi di liquido, la pioggia diventa inevitabile.
Ma essendo scarsa e, probabilmente, distribuita con qualche discriminazione, in massima parte non risulterà inutile?
Forse ci vorrebbero molti più soldi: da utilizzare non per dare il contentino un po' a tutti - che in effetti poi scontenterebbe i più - ma per offrire, a chi vuole accostarsi allo sport, strutture e attrezzature idonee per praticarlo in maiera idonea ed efficiente.
Comunque: VIVA LO SPORT, che è salute e vita e tanti auguri a quanti intendono praticarlo con lealtà e appoggiarlo con senso vivo di responsabilità.

fra' Galdino

mercoledì 30 dicembre 2009

ASSEGNATE LE DELEGHE AI DODICI ASSESSORI DELLA GIUNTA LOMBARDO TER


SONO DODICI QUANTO GLI APOSTOLI: SIGNIFERA' CIO' QUALCOSA?

Il governatore Lombardo ha completato la sua fatica per l'assetto della nuova Giunta regionale assegnando così le deleghe ai dodici assessori che la compongono: Marco Venturi = Attivita' produttive; Gaetano Armao = Beni Culturali; Michele Cimino = Economia e vice Presidenza;. Pier Carmelo Russo = Energia e Servizi di pubblica utilità; Nicola Leanza = Famiglia, Politiche sociali e Lavoro; Caterina Chinnici = Autonomie Locali e Funzione pubblica; Luigi Gentile = Infrastrutture e Mobilita'; Mario Centorrino = Istruzione e Formazione professionale; Titti Bufardeci = Risorse agricole e alimentari; Massimo Russo = Salute; Roberto Di Mauro = Territorio e Ambiente; Nino Strano = Turismo, Sport e Spettacolo.

SI RIVEDONO LE SCIE IN CIELO











A Cortina si SCIA sulla neve, sull'Etna pure, a Barcellona e dintorni si SCIE NEL CIELO
Almeno oggi, dalle ore 14.00

I BILANCI "SFONDASTOMACO" DI FINE ANNO IN UNA SITUAZIONE DI PRECARIETA' SENZA PRECEDENTI E SENZA CONFRONTI CON LE ALTRE REALTA' TERRITORIALI



Siamo alla chiusura dell'anno 2009 ed è ovvio, oltre che opportuno, che enti pubblici e sociali facciano un bilancio consuntivo su quanto hanno fatto o potuto fare.
Puntuale, più di ogni altro, in tale compito, è stato in questi giorni il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, che nel suo incontro con i giornalisti, ha trovato l'occasione, il modo ed il tempo per sciorinare le cento cose fatte nel territorio provinciale, pure a fronte dell'improvvisa nerbata dell'alluvione.
Tutela e valorizzazione de territori hanno costituito la prima preoccupazione della Provincia, il rilancio dell'area metropolitana e la privilegiata ipotesi dell'aeroporto (calabrese) dello Stretto, la fondazione dell'ATO idrico, che si spera non dia risultati analoghi a quelli dell'ATO monnezza, e tante altre cose, sono il fiore posto all'occhiello del nostro amministratore provinciale, grazie all'aiuto dei suoi Assessori che "hanno svolto un lavoro difficile con grande passione".
Le massime difficoltà, evidentemente le avranno incontrate al momento in cui s'è sentita la necessità impellente di provvedere alla funzionalità delle strade provinciali, molte delle quali - almeno nel territorio di Barcellona ed hinterland - sono in condizioni pietose, non ultima la litoranea tra Milazzo e Terme Vigliatore.
Ma non è stato Ricevuto il solo a fare un bilancio di fine anno: uno l'ha abbozzato pure il sindacalista della Cgil di Barcellona, Salvatore Chiofalo, il quale anche se non ha ardito convocare i giornalisti, s'è tuttavia cimentato con un comunicato-stampa, in cui facendo riferimento alla comunità barcellonese, stremata dalla disoccupazione, dal lavoro precario e non duraturo, per i diritti negati e dalla povertà economica, afferma che, per Barcellona, "all’orizzonte non c’è futuro".
"I dati diffusi da qualche mese sono incontestabili: cresce, come in nessuna altra parte del paese, la disoccupazione e il precariato".
"Tantissimi rapporti di lavoro sono trasformati da tempo pieno e indeterminato a part-time. Le poche nuove assunzioni risultano tutte a tempo determinato e a part-time".
"Poi ancora: lavoratrici e lavoratori assunti a part-time effettuano prestazioni lavorative superiori del tempo pieno, in tanti settori della media e grande distribuzione, quasi sempre, in nero o sottopagati. Insomma, tempo pieno camuffato in part-time per negare diritti previdenziali e spettanze economiche".
Nel bilancio inoltre il dirigente della Camera del Lavoro enumera i problemi finora vissuti: "dagli operatori ecologici impegnati nei comuni dell’ATO Me-2; dai precari ultradecennali operanti alle dipendenze dell’Ente Comune con salari mensili che si aggirano tra le 500,00 e le 600,00 € mensili, e non di 1.500,00 € come in precedenza dichiarato; dai dipendenti dalle vaie Ditte aggiudicatarie degli appalti posti in essere dall’Ente Locale; dalle lavoratrici del servizio di refezione scolastica che, a causa della sconsiderata scelta dell’Amministrazione Comunale, sono impegnate per sei ore di lavoro settimanale, eccetto una modesta percentuale che ne effettua dieci, i quali percepiscono la “considerevole” somma di 80,00€ al mese e con tanti mesi di ritardo".
Insomma, un quadro davvero "sfondastomaco", che forse ci spiega come mai chi amministra questa città non abbia ancora provveduto a fare il bilancio del progresso fatto da Barcellona Pozzo di Gotto durante l'anno 2009.

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